La Pasqua
a cura del past. Filippo Chinnici
Il termine pasqua,
è una traslitterazione dell'antica parola ebraica "pèsach", che significa
"passare oltre, passaggio" (Esodo 12:13,23).
La Pasqua veniva
chiamata dagli ebrei anche "festa degli azzimi" (Esodo 23:15). La Pasqua
ebraica fu istituita in Egitto per commemorare l'avvenimento fondamentale
della liberazione degli israeliti (Esodo 12:1,14,42; 23:14-17). Per
Israele fu "Un nuovo inizio" (Esodo 12:2), l'inizio della sua nascita,
allorché come nazione, dopo 430 anni, fu spinto fuori dal grembo egiziano
di schiavitù, per seguire il sentiero che Dio aveva loro
assegnato.
La festa
cominciava il 14 del mese Nisan (Marzo-Aprile) e si prolungava per sette
giorni (Esodo 12:14-20). Già il decimo giorno di quel mese, però, essi
dovevano scegliere un agnello dal gregge, senza macchia, e dovevano
tenerlo fino alla sera del quattordicesimo giorno. Quindi, dovevano
mangiarlo, e il suo sangue doveva essere sparso sopra l'architrave e sopra
i due stipiti di ogni porta di tutte le loro case. Questo doveva essere il
segno della loro salvezza in vista del giudizio di Dio che in quella notte
sarebbe passato per l'Egitto. La promessa che Dio fece loro fu: "Quando
vedrò il sangue passerò oltre" (Esodo 12:13).
In seguito gli
israeliti aggiunsero a questa festa diverse tradizioni.
Il
significato della Pasqua
Anche Gesù Cristo
sottostava alle ricorrenze ebraiche, ma con la Sua opera di salvezza
(morte e risurrezione), Lui ne adempie pienamente i significati profetici
(Mat. 5:17,18; Gal. 4:1-11; Col. 1:16,17). Ecco perché l'apostolo Paolo
dice espressamente che il Signore Gesù Cristo è la nostra pasqua immolata
per noi (1 Cor. 5:7,8). Gesù Cristo è l'Agnello senza difetto (Giov. 1:29;
1 Piet. 1:17-21; Apoc. 5:6,12) che bisogna "mangiare" per la nostra
salvezza (Giov. 6:51-63), e in cui bisogna "dimorare" (Giov. 15:4; 1 Giov.
2:27,28).
Tutto ciò i primi
cristiani lo esprimevano visibilmente nella Cena del Signore che
commemora, annuncia, e anticipa il sacrificio di Gesù (1 Cor.
11:23-26).
Gli usi
della Pasqua
Quindi, la
festività di Pasqua, come essa è intesa oggi, è assolutamente
estranea al Nuovo Testamento. Un'autorevole enciclopedia afferma
che: "Non c'è nessuna indicazione nel Nuovo Testamento o negli scritti dei
Padri apostolici che fosse osservata la festa di Pasqua. La santità di tempi
speciali fu un'idea assente nella mente dei primi cristiani"
(1).
Di conseguenza
molti riti pasquali sono estranei al ricordo della vera Pasqua, come ad
esempio il famoso uovo di cioccolata. Ora, le uova erano considerate
simbolo di fertilità e di vita. I persiani le regalavano nell'equinozio di
primavera. Anche gli egiziani, i greci e i romani le coloravano e ne
mangiavano nelle festività del periodo primaverile. Persino studiosi
cattolici lo confermano: "Un gran numero di usanze pagane per celebrare il
ritorno della primavera gravitarono sulla Pasqua. L'uovo è il simbolo
della vita che germina all'inizio della primavera... Il coniglio è un
simbolo pagano ed è sempre stato simbolo di fertilità" (2). Ecco che
l'idea delle uova pasquali portate dal coniglio (simbolo scelto nel Nord
America) si dimostra essere completamente pagana.
Conclusione
Da questi accenni
si deduce che spesso la celebrazione della Pasqua ha poco a che fare con
il ricordo della morte e risurrezione di cui si è detto. Spesso la
cristianità professante, quella che ha solo il nome ma non la sostanza del
cristianesimo, mischia usi pagani ad insegnamenti cristiani. Per cui alla
domanda posta, rispondiamo che oggi la Pasqua non è una festività
cristiana, nè una ricorrenza o una liturgia, anzi, piuttosto, alla luce
del Nuovo Testamento la Pasqua è la Persona stessa di Cristo Gesù (1
Cor.5:7,8).
Ogni giorno
avendo Lui e seguendo Lui è continuamente Pasqua. Egli è l'Agnello di Dio,
immolato una volta, ma ora vivente e vittorioso per sempre, per cui, per
mezzo dello Spirito Santo, possiamo dire con gran voce: "A Colui che
siede sul trono e all'Agnello siano la benedizione e l'onore e la gloria e
l'imperio, nei secoli dei secoli" (Apoc.5:13).
Note:
(1) Enciclopedia
Britannica, 1910, ediz. ingl., vol. III, pag. 828
(2) Enciclopedia
Cattolica, 1913, ediz. ingl., vol. V, pag.
227
Si vedano anche:
Il significato della Pasqua, e le sofferenze di Geù
Cristo (link)
La
crocifissione di Gesù
Qual è il
messaggio del Vangelo di Cristo?