L'ETERNO NOSTRA GIUSTIZIAdi George Whitefield
Questo è il male
peggiore, ma, ahimè, è anche quello più comune. Un male che non è mai
stato denunciato a sufficienza in nessuna epoca, specialmente in quella in
cui viviamo, e che si è diffuso anche tra i ministri della Parola.
Infatti, persino dove un tempo la verità che è in Gesù veniva predicata
con franchezza, molti ministri dell'Evangelo si sono allontanati
dall'esempio di fede dei loro predecessori. Le dottrine della grazia e in
particolare la dottrina della sufficienza della giustizia di Cristo, sono
raramente predicate e sempre con molta superficialità; perciò l'amore dei
più si va raffreddando. Con l'aiuto della
grazia di Dio, mi propongo di considerare i seguenti punti: 1. Chi è, dunque,
colui che Geremia chiama Eterno? Venite, dunque, voi Ariani! Rendete omaggio al Figlio, prostratevi davanti a lui ed onoratelo come onorate il Padre! Imparate dagli angeli del cielo, i quali adorano Cristo confessando che Egli è Dio! Altrimenti, sarete anche voi degli idolatri come coloro che adorano la vergine Maria. E voi, o Sociniani, che professate Gesù Cristo quale vostro Salvatore, eppure ritenete che Egli sia solo un uomo! Questa vostra convinzione è motivo di condanna davanti a Dio. Infatti, se Cristo fosse un semplice uomo, non sarebbe altro che un "braccio della carne" e voi sareste sotto maledizione, perché sta scritto: "Maledetto l'uomo che confida nell'uomo e fa della carne il suo braccio" (Geremia 17:5). Spero vivamente che non ci sia nessuno tra voi così empio da persistere nel mantenere queste convinzioni mostruose dopo quello che è stato appena detto. E chiaro che "Eterno" è riferito a Gesù Cristo, al quale in questo passo è attribuito il nome di Yahweh. Siamo dunque certi che Egli è "Dio vero da Dio vero" o, come dichiara con fede l'apostolo, "Dio benedetto in eterno" (Romani 9:4). 2. In secondo
luogo, in che modo il Signore Gesù Cristo diventa la giustizia dei
credenti? É a questo punto
che si presenta davanti ai nostri occhi il meraviglioso scenario
dell'amore di Dio per l'uomo: quello che era impossibile a noi, è stato
adempiuto da Gesù Cristo! Affinché Dio potesse dimostrare la sua giustizia
nel dichiarare giusto il peccatore, Cristo pur "essendo in forma di Dio,
non considerò qualcosa a cui aggrapparsi tenacemente l'essere uguale a
Dio, ma svuotò se stesso, prendendo la forma di servo, divenendo simile
agli uomini" (Filippesi 2:6-7). 3. Sono molte le
obiezioni che scaturiscono dal cuore orgoglioso e depravato contro questa
dottrina gloriosa, divina e salvifica. Perciò ribatterò a quelle che
ritengo essere le più importanti. Certamente, come
tutte le altre dottrine della grazia, anche quella della giustificazione
per fede può essere abusata. La condotta poco cristiana di qualcuno che
pur parlando e riparlando dell'imputazione della giustizia di Cristo non
ne ha sperimentata la potenza nel proprio cuore, ha fornito ai nemici
della croce ampia occasione di bestemmiare. Questo modo di ragionare è,
tuttavia, dannoso e ingiusto. L'unico interrogativo che dovremmo porci a
riguardo di questa obiezione, è se è vero o no che la predicazione di
questa dottrina porti alla dissolutezza. Ma ciò non è assolutamente vero!
Pur escludendo le nostre buone opere come causa della nostra
giustificazione, questa dottrina le richiede quale prova del fatto che ci
è stata imputata la giustizia di Cristo. Vi chiedo, dunque: come può tale
dottrina condurre alla licenziosità? Sicuramente,
coloro che propongono quest'obiezione non hanno né letto, né compreso il
grande discorso del nostro Signore. In esso, infatti, la dottrina di cui
stiamo parlando è chiaramente esposta per gli occhi che sono in grado di
vederla. Cristo esorta a compiere buone opere e purifica la legge morale
dalla corruzione delle varie interpretazioni dei farisei. Come Satana ha
tentato ripetutamente il Signore usando le Scritture, così i suoi figli
usano lo stesso metodo. Essi impugnano la dottrina della giustificazione
per fede facendo riferimento alla storia del giovane ricco. Marco menziona
nel capitolo 10 del suo vangelo un giovane che volle discutere con Gesù
per sapere cosa doveva fare per ereditare la vita eterna. In questo modo
Cristo voleva far intendere al giovane ricco che la vita eterna non
dipendeva dalle sue opere. Il Signore lo ha fatto riflettere
sull'importanza della legge di Dio non perché la sua moralità gli avrebbe
garantito il favore divino come insinuano costoro, bensì perché la legge,
come un precettore, avrebbe dovuto condurlo a riconoscere in Lui, cioè in
Cristo, l'unico che avrebbe potuto giustificarlo davanti a Dio. Ma alcuni replicano che "Gesù, fissatolo nel volto, l'amò" (verso 21). E allora? L'amore di Cristo non implica necessariamente che il giovane avesse creduto in Lui per essere giustificato. I vangeli ci raccontano che Cristo fu turbato, che si indignò, che pianse, ma questi passi descrivono le varie emozioni proprie della sua natura umana. Non vi è forse una grande differenza tra l'amore verso questo giovane e l'amore che Cristo nutrì per Lazzaro, Marta e Maria? Potremmo illustrare questo punto facendo riferimento all'esperienza dei ministri dell'Evangelo. Essi amano tutti quanti e si dimostrano attenti ai bisogni di ciascuno, ma il loro attaccamento a coloro che sono nati di nuovo per opera di Dio è qualcosa di particolare, di profondo e divino. Questo esempio ci aiuta un po' a comprendere ciò che racconta Marco. Se penserete seriamente a quello che abbiamo detto in generale circa la condizione del giovane ricco, anche voi forse sarete rattristati e, come lui, ve ne andrete. Ma, quanto a noi, la risposta di Cristo conferma la verità dell'affermazione del profeta che solo l'Eterno è la nostra giustizia. Nonostante tutto, vi è una quarta obiezione che è basata su un passo del capitolo 25 del vangelo secondo Matteo. In questi versetti Cristo ricompensa con la vita eterna coloro che hanno sfamato chi era affamato, vestito chi era nudo e che hanno compiuto altre opere di carità. I nostri oppositori dicono che queste parole di Gesù provano che le opere sono il fondamento della giustificazione dell'uomo davanti a Dio e che, di conseguenza, la dottrina dell'imputazione della giustizia di Cristo è contraria alle Scritture. Devo confessare che questa critica è più plausibile di tutte le altre. Prima di rispondere a questa obiezione mediante la Scrittura, penso che ci sarà di aiuto tenere presenti le parole del XII articolo di fede della chiesa Anglicana, il quale afferma che "quantunque le buone opere non sono la causa della nostra giustificazione davanti a Dio, esse sono conseguenza e frutto della giustificazione. Inoltre, anche se non hanno alcun merito intrinseco, essendo frutto della fede in Cristo dell'anima rigenerata, esse riceveranno una ricompensa per grazia e non come debito. Quindi, più abbonderemo in buone opere, tanto maggiore sarà la nostra ricompensa quando Cristo verrà in giudizio". In Matteo 25:34
leggiamo: "Allora il Re dirà a coloro che saranno alla sua destra:
'Venite, benedetti del Padre mio: ricevete in eredità il regno che vi è
stato preparato sin dalla fondazione del mondo. Poiché ebbi fame e mi
deste da mangiare, ebbi sete e mi deste da bere: fui forestiero e mi
accoglieste, fui ignudo e mi rivestiste, fui infermo e mi visitaste, fui
in prigione e veniste a trovarmi'". Che queste persone non dipendessero
dalle loro buone azioni per essere giustificate al cospetto di Dio, è
evidente. Infatti, essi risposero: "Signore, quando ti abbiamo visto
affamato e ti abbiamo dato da mangiare? O assetato e ti abbiamo dato da
bere? E quando ti abbiamo visto forestiero e ti abbiamo ospitato? O ignudo
e ti abbiamo rivestito?" Questo modo d'esprimersi sarebbe improprio se a
parlare fossero persone che confidano nella propria giustizia per ottenere
il favore di Dio. Tutti noi siamo dei servi inutili e non abbiamo affatto compiuto il nostro dovere! Questo è il linguaggio dell'anima che è stata santificata dalla grazia di Dio! Essa è cosciente che davanti al Signore la propria giustizia è insufficiente e che in lei non c'è nulla che le permetta di essere considerata giusta. Questo è l'atteggiamento di coloro di cui parla Matteo 25. Essendo consapevoli di queste verità, essi erano ben lontani dal confidare nelle proprie opere buone per essere giustificati e quando Cristo rivolse loro quelle parole di elogio non potevano credere a ciò che udivano. Sono persuaso che essi sarebbero indignati verso coloro che usano questo passo per controbattere l'affermazione del profeta che dichiarò che solo l'Eterno è la nostra giustizia. Penso che la dottrina dell'imputazione della giustizia di Cristo ai credenti sia stata difesa con successo. Se dovessi fermarmi a questo punto, potrei già esclamare: "In tutte queste cose noi siamo più che vincitori in virtù di colui che ci ha amati". 4. Comunque,
preferisco continuare seguendo un modo di discutere che ho sempre
apprezzato per la sua efficacia, quello cioè di mostrare quali sono le
conseguenze tragiche ed assurde causate dal rifiuto di questa
verità. Cosa direste se
fossi venuto a voi incoraggiandovi a rivolgere le vostre preghiere ai
santi affinché essi intercedessero per voi presso Dio? Non mi avreste
considerato un papista blasfemo e mi avreste cacciato via? Penso proprio
di si! L'ultima conseguenza che scaturisce dalla negazione di questa dottrina, è che coloro che la negano non avranno alcuna speranza nel giorno del giudizio di Dio. Avete voluto affidarvi alla vostra ubbidienza della legge? Allora sarete giudicati dalla legge! Ciò che avrete compiuto sarà pesato sulla bilancia di Dio e sarete trovati mancanti! Saranno proprio le vostre opere quelle che vi condanneranno, perché comparendo davanti al Padre senza Cristo, sarete consumati dal giudizio di Dio. Il noto Solomon Stoddard di Northampton (un ministro dell'Evangelo protagonista di diversi risvegli religiosi, predecessore di Jonathan Edwards, N.d.T.) ha intitolato un suo libro "La nostra sicurezza nel giorno del giudizio è la giustizia di Cristo". Perché appoggiarsi ad una canna rotta, quando potete edificare la vostra fede sulla Rocca eterna che non può essere smossa? Dov'è il sapiente? Dov'è lo scriba? Dov'è il contestatore di questo secolo? C'è qualcosa di più ragionevole della dottrina della giustificazione per fede? Non avete percepito la potenza della Parola, mentre ascoltavate questi ragionamenti? Perché, allora, non vi affidate al Signore Gesù Cristo credendo in lui affinché diventi anche la vostra giustizia? 5. È giunto il
tempo di pungolare un po' più a fondo le vostre coscienze. Anche se alcuni
di voi disprezzano questa dottrina, sono certo che per molti altri è
preziosa e conforme a ciò che avete udito sin dalla vostra fanciullezza.
Lasciate che vi chieda: potete dire che il Signore è la vostra giustizia?
Dico: LA VOSTRA giustizia! Se conoscete questa dottrina solo
intellettualmente, senza essere uniti al Signore Gesù Cristo mediante una
fede vera e salvifica, la vostra condanna sarà maggiore. Come spesso vi ho
detto nel passato, vi ripeto anche ora che se non sentite Cristo nel cuore
non siete affatto uniti a Lui. Potete rivolgervi a Gesù Cristo esclamando
come Tommaso: "Signor mio e Dio mio" ? È questo il
linguaggio del vostro cuore? Se siete passati attraverso questi conflitti
interiori, siete stati poi resi capaci di stendere le braccia della fede
per abbracciare Gesù Cristo esclamando: "Il mio diletto è mio e io sono
sua" (Cantico dei Cantici 2:16) ? Se questo è ciò che è avvenuto, chiunque
voi siate, non avete nulla da temere. Voi siete beati, perché il Signore,
il Signore Gesù Cristo, il Dio eterno, è la vostra giustizia! Cristo vi ha
giustificati, chi potrà condannarvi? Cristo è morto per voi ed è anche
risorto e vive intercedendo continuamente per voi presso il Padre. Ora,
essendo stati giustificati per la sua grazia, godete pace con Dio e siete
eredi della vita eterna e dei tesori eccelsi che Dio ha preparato per
coloro che lo amano. Questa è la vostra certezza, perché non c'è alcuna
condanna per quelli che sono in Cristo Gesù. Cari fratelli, grande è
l'amore che sento per voi! Pensate all'amore di Cristo che è morto per
salvarvi! Cari fratelli, adesso devo rivolgere la mia attenzione ai peccatori che sono ancora senza Cristo. Ahimè! Il mio cuore è grandemente addolorato! Che moltitudine qui davanti a me! Quanto è breve il tempo che ci separa dall'eternità! Eppure, se Dio dovesse chiamare ognuno di voi a comparire davanti a Lui, come sarebbero pochi coloro che, alla sua presenza. potrebbero confessare che il Signore Gesù Cristo è la loro giustizia! Peccatori,
pensate voi di poter sussistere nel giorno del giudizio se Cristo non vi
ha rivestito della sua giustizia? No! Assolutamente no! Quello è l'unico
abito col quale potrete presentarvi davanti al giudice di tutta la terra.
Oh peccatori senza Cristo, sono angosciato per voi! Il desiderio del mio
cuore è che siate salvati. Che questo sia il giorno della grazia! Se Cristo non è
la vostra giustizia, questo è proprio ciò che avverrà a voi. Infatti, la
giustizia di Dio deve essere soddisfatta e, perciò, a meno che la
giustizia di Cristo non diventi vostra, sarete voi a dover soddisfare le
richieste della giustizia divina, sopportando il peso di un'eterna
condanna ai tormenti dell'inferno! Mi sembra di vederli quei poveri
peccatori tutti tremanti e privi della giustizia di Cristo. Eccoli lì, sul
banco degli imputati che invano supplicano Dio che sia un angelo o un
arcangelo a pronunciare la sentenza. Invece sarà Cristo, il giudice dei
vivi e dei morti, a dichiarare l'irrevocabile condanna. Voi giovani uomini, venite a Cristo! Voi che seguendo i passi del figlio prodigo avete abbandonato la dimora del vostro Padre celeste, tornate a casa, tornate a casa e lasciate perdere i "maiali" che vi hanno tenuti occupati finora. Smettetela di cibarvi dei baccelli sensuali che il mondo vi offre e, nel nome del Signore Gesù Cristo, alzatevi e tornate alla casa del Padre! Non udite la voce di Dio che vi chiama? Coloro che ritorneranno al Padre saranno rivestiti dell'abito più bello, cioè della giustizia di Cristo. Considerate attentamente il valore di questo dono ineffabile. Pensate a quale prezzo è stato acquistato: il prezioso sangue del Figlio di Dio! Riflettete anche sul bisogno che avete della giustizia di Cristo; infatti, senza di essa siete miseri, perduti e sotto l'ira di Dio. Tornate a casa, tornate a casa! Oh, che Dio abbassi i Suoi cieli e discenda con la Sua misericordia! Vieni Figlio di Dio! Scendi tra noi e fa che il tuo buono Spirito renda questi peccatori partecipi della tua giustizia, rivestendo le loro anime con l'abito della salvezza! Venite a Cristo anche voi giovani donne. Voi curate i vostri corpi, ma vi preoccupate anche di adornare le vostre anime? Potete confessare con piena certezza di fede che il Signore è la vostra giustizia? Chi, tra voi, si è mai data pensiero di essere rivestita dell'abito della salvezza e del manto della giustizia di Cristo? Sapete che senza Cristo la vostra bellezza al cospetto di Dio è come quella di un sepolcro imbiancato? Non disprezzate l'unico ornamento vero ed importante! Cercate il Signore e la sua giustizia con tutto il cuore, prima che sia troppo tardi! E cosa dirò a voi, uomini e donne di mezza età? Cosa dirò a voi, uomini d'affari e casalinghe indaffarate? Se il Signore non è la vostra giustizia, che profitto avete di tutta la fatica che sostenete sotto il sole? A cosa serve il travaglio del mercante, se non trova la perla di gran valore? A che scopo affannarsi tanto, cara Marta, se non possiedi l'unica cosa che è veramente necessaria? Perciò, non inquietatevi per il cibo che perisce, ma cercate il Signore e la sua giustizia che vi assicurerà la vita eterna. Vedo anche che ci sono molti capi canuti tra quali, probabilmente, molti non possono dire che il Signore è la loro giustizia. I vostri capelli bianchi dovrebbero essere la vostra gloria, invece sono la vostra vergogna, perché non sapete ancora chiamare il Signore 'nostra giustizia'. Affrettatevi, dunque, a cercare il Salvatore! Ahimè, vedo che molti tra voi hanno già un piede nella tomba, che il vostro sole sta per tramontare e che sarete presto nelle tenebre eterne. Fuggite, fuggite e salvatevi la vita! Non temete e ricordatevi che tutte le cose sono possibili a Dio. Sebbene l'ora sia tarda, se verrete a Cristo non sarete affatto respinti. Anche voi, dunque, cercate il Signore affinché Egli diventi la vostra giustizia ed invocatelo perché conosciate per esperienza come un uomo possa rinascere quando è già vecchio! Ma non devo dimenticare i piccoli fanciulli. Uno degli ultimi comandamenti di Cristo è stato proprio quello di pascere i Suoi agnelli. Perciò voglio continuare a predicare dicendo che Gesù può essere anche la loro giustizia e che il Regno dei cieli appartiene a chi è come loro. Venite bambini, venite a Cristo ed Egli sarà la vostra giustizia! Non dite in voi stessi che siete troppo piccoli per convertirvi. Alcuni tra voi hanno nove o dieci anni e non possono dire di essere partecipi della giustizia di Cristo, ma vi assicuro che vi sono bambini più giovani di voi che, invece, possono confessarlo. Venite mentre siete così piccoli, perché potreste anche non vivere abbastanza per avere l'occasione di farlo in futuro. Se i vostri genitori non vengono a Cristo, venite senza di loro e poi siate voi a convincerli a credere in Lui per essere giustificati. Il nostro Signore Gesù Cristo ama i fanciulli e per questo Egli mi ha incaricato di farvi sapere queste cose e di nutrirvi come piccoli agnelli. La mia preghiera a Dio è che anche voi possiate affermare che il Signore è la vostra giustizia. Prima di concludere devo rivolgere qualche parola di esortazione ai poveri negri. Gesù Cristo, infatti, è morto anche per loro. Non mi rivolgo a voi alla fine perché vi disprezzo, bensì perché desidero che quello che vi dirò rimanga impresso più profondamente nei vostri cuori. Cercate il Signore affinché Egli diventi la vostra giustizia! Anche voi potete trovare il Salvatore, perché in Cristo "non c'è né maschio né femmina, né schiavo né libero"! Anche voi, se credete in Cristo, potete diventare figli di Dio. Non avete mai letto nella Bibbia la storia dell'eunuco, ministro di Candace, regina d'Etiopia? Egli era un negro proprio come voi. Questo eunuco credette. La giustizia di Cristo divenne la sua giustizia. Egli fu battezzato. Credete e anche voi sarete salvati. Cristo è lo stesso oggi come ieri, e vi laverà col Suo sangue. Andate a casa allora, fate di questo testo una preghiera, ed implorate il Signore affinché Egli diventi la vostra giustizia. Vieni Signore Gesù, vieni presto, riempi ogni cuore! Amen, Signore Gesù, Amen ed Amen! Questa pagina è curata da Renato Giliberti
Il testo dei sermoni presenti su questo sito non può essere in alcun modo alterato o editato; i sermoni possono essere fatti circolare liberamente, purchè senza ricarichi. È espressamente vietato l'invio di materiale pubblicitario di qualunque tipo, spamming, iscrizione a mailing list, e/o offerte commerciali, a qualunque indirizzo di e-mail visibile su queste pagine web. |
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