Un matrimonio cristiano sarà duraturo e felice se vi è la volontà di usarlo per Dio… se tu per primo dai, a te sarà dato!
Più di venticinque anni fa lavoravo in Italia, insegnando inglese in una scuola privata di Roma per studenti adulti...
I vari insegnanti di madrelingua venivano da Inghilterra, Galles, Scozia, Irlanda, Stati Uniti ed Australia. In quell’anno, per qualche coincidenza particolare, sette membri dello staff decisero di sposarsi e la direzione donò un piccolo presente ad ogni coppia. Mia moglie ed io eravamo tra questi ed abbiamo ricevuto un orologio da cucina, che sta tutt’ora ticchettando sulla parete vicino ai pensili. E’ stato molto di più di un regalo simbolico,dato che oramai noi stiamo andando verso l’anniversario numero vent’otto; però solo due di quelle sette coppie sono ancora felicemente sposate: noi(io sono un pastore a tempo pieno in una denominazione pentecostale e mia moglie è un’artista, musicista ed insegnante di scultura) ed una signora scozzese con suo marito; lei ancora insegna inglese, ma il suo ruolo principale è di essere anziano nella Chiesa Scozzese Presbiteriana di Roma. Tutte le altre coppie sono “esplose” e nessuna è durata oltre i sette, otto anni di unione. Sebbene tutti questi matrimoni siano cominciati con uomini e donne che erano innamorati gli uni delle altre è interessante notare che gli unici matrimoni sopravvissuti sono quelli tra credenti impegnati.
In verità non ci sorprende che cinque dei sette rapporti coniugali si siano interrotti, dato che si trattava di coppie intrinsecamente a rischio. Mariti e mogli provenivano da diverse nazionalità, quindi c’era uno scontro tra lingue e mentalità diverse, diverse strutture religiose, diversi stili di vita ed anche diverse linee politiche, concetti diversi della famiglia in quello che riguarda i suoi meccanismi interni, compreso l’uso delle finanze, con uno dei due partner costretto a vivere e crescere una famiglia in terra straniera.
Se consideriamo questi fattori e ci aggiungiamo le pressioni che gli altri due matrimoni hanno subito(con un pesante coinvolgimento nel servizio cristiano, l’uso delle finanze famigliari per favorire le attività della chiesa ed una casa sempre piena di “altri”), possiamo avere la certezza che la loro stabilità è opera di Dio e non semplicemente frutto di capacità umane.
Ora, ogni matrimonio va costruito, e se vogliamo costruirlo perché sia duraturo, lo dobbiamo fondare sui valori solidi della famiglia, di un ambiente sicuro dove crescere i nostri figli e di una immagine positiva data al mondo intorno che “tutto va bene” all’interno della coppia; e bisogna saper faticare affinché sia felice, oltre che duraturo. Difatti un matrimonio deve essere costruito ma non è mai completo, piuttosto la sua prerogativa è quella di essere sempre in fase di costruzione.
Allora, come si costruisce un matrimonio cristiano felice e duraturo?
Perché sia cristiano deve essere fondato su Gesù Cristo; perché sia duraturo dovrà basarsi sul contratto di mutua fedeltà dei nostri voti matrimoniali; perché sia felice deve essere fondato sul principio biblico del dare piuttosto che del prendere.
Prendiamoci qualche minuto per vedere l’idea biblica del matrimonio: inizia nelle prime pagine della Bibbia con Eva donata ad Adamo quale aiuto convenevole, continua in tutte le storie bibliche e nel simbolismo di Israele presentato come la sposa spesso infedele di Geova; il matrimonio viene poi benedetto dalla presenza di Gesù alle nozze di Cana, dove Egli compì il suo primo miracolo fino a giungere al simbolismo dell’apostolo Paolo sul capo ed il corpo = marito e moglie = Cristo e la Chiesa. Infine Giovanni, nell’Apocalisse ci parla della cena delle nozze dell’Agnello e della Nuova Gerusalemme, la Sposa di Cristo.
Così ilo matrimonio è molto presente nelle scritture con i seguenti quattro principi di base:
L’UNIONE:
“Perciò l'uomo lascerà suo padre e sua madre e si unirà a sua moglie, e saranno una sola carne.” (Gen. 2:24) “L'uomo dunque non separi ciò che Dio ha unito!” (Marco 10:9).
Il progetto originale di Dio è quello dell’unione e dell’unità che procrea ed in questo progetto ogni intromissione è malvista(adulterio, abbandono, divorzio, intromissione da parte di genitori, suoceri, parenti ecc.). E’ stato detto che la coppia sposata è unità famigliare agli occhi di Dio e deve lasciare per unirsi…
LA DIVISIONE:
Così DIO creò l'uomo a sua immagine; lo creò a immagine di DIO; li creò maschio e femmina. (Genesi 1:27)
Ora il serpente era il più astuto di tutte le fiere dei campi che l'Eterno DIO aveva fatto, e disse alla donna: “Ha DIO veramente detto…"?. (Genesi 3:1).
Il serpente viene per dividere: prima l’uomo dalla fiducia in Dio, poi l’uomo dalla donna, poi(di conseguenza) la coppia da Dio. La divisione è sempre il meccanismo usato dal Serpente antico (Apoc. 12:9) con le famiglie. In seguito l’attacco, la divisione, riguarda i genitori ed i loro figli (Caino ed Abele). Dopodiché il serpente cerca di dividere l’uomo da Dio, generazione per generazione, da Babele in poi. E ci prova ancora oggi.
LA SOTTOMISSIONE:
Mogli, siate sottomesse ai vostri mariti come al Signore,
poiché il marito è capo della moglie, come anche Cristo è capo della chiesa…(Efesini 5:22-23).
La sottomissione è una conseguenza della caduta ed è necessaria per ristabilire un ordine nel caos che si è creato. Dio la stabilisce come organizzazione dopo l’ingresso del peccato,(Gen. 3:16).
Il serpente non vuole la sottomissione biblica(che è volontaria, al contrario dell’oppressione, che è imposta) all’interno della famiglia perché una struttura di sottomissione non lo aiuta nel suo progetto di ribellione e di anarchia.
In pratica l a struttura organizzata da Dio prevede che l’autorità venga dal capo(Cristo), simbolico dell’uomo all’interno della famiglia e si articoli nel corpo (la Chiesa) simbolico della donna; da qui essa scende sui figli(simbolici del resto del creato) che a loro volta formeranno un capo e un corpo. Continuando la catena riproduttiva ed autorevole.
LA COLLABORAZIONE:
Ora, riguardo alle cose di cui mi avete scritto, sarebbe bene per l'uomo non toccare donna. Ma, a motivo della fornicazione, ogni uomo abbia la propria moglie e ogni donna il proprio marito. Il marito renda alla moglie il dovere coniugale, e ugualmente la moglie al marito.La moglie non ha potestà sul proprio corpo, ma il marito; nello stesso modo anche il marito non ha potestà sul proprio corpo, ma la moglie. (1Corinzi 7:1-4).
Dio ha organizzato ogni cosa nella COLLABORAZIONE per la nostra PROTEZIONE mirando anche alla nostra SODDISFAZIONE. Satana divide, Dio unisce; Satana propone la ribellione e lo scisma, Dio propone l’unità e l’aiuto reciproco. In questo modo noi diventiamo possibili canali di DIVISIONE o di COLLABORAZIONE e la nostra felicità famigliare futura dipende molto da come ci comportiamo all’interno della nostra “comunità famigliare”, che è la prima chiesa (EKKLESIA o ASSEMBLEA) che frequentiamo al mondo.
Questa collaborazione è:
SERIA (1Cor 7:1)
SCELTA (1Cor 7:2)
SESSUALE (1Cor 7:3)
SOCIALE (1Cor 7:4)
SPIRITUALE (1Cor 7:5)
Vediamoli brevemente:
COLLABORAZIONE SERIA: (1 Cor. 7:1)
Evidentemente l’apostolo Paolo sta rispondendo qui a domande relative al matrimonio e la premessa alla sua risposta è: prendila sul serio, è buono per l’uomo non toccare!
Non scherzarci, questa è una questione seria. Se vuoi entrare in un rapporto intimo con l’altro sesso, devi farlo sulla base che non sia un “incontro ravvicinato” per il tuo divertimento, ma che sia un probabile rapporto a vita. Se tocchi stai entrando nello spazio vitale di qualcun altro e dovrai comportarti di conseguenza e con serietà. Bisogna dire che la Bibbia proibisce i rapporti sessuali al di fuori della vita matrimoniale (Ebrei 13:4) e molti problemi si potrebbero evitare se osservassimo la regola del “non toccare finché non ti impegni”; è ovvio che questo può portare ad eccessi ma una buona regola che ho sentito, quando esci con l’altro sesso è:”non toccare niente che tu non abbia sul tuo corpo”.
COLLABORAZIONE SELETTIVA: (1 Cor. 7:2)
Vi è una scelta da fare, ed è per sempre. Non entrate in un rapporto matrimoniale col pensiero che “se non funziona possiamo sempre divorziare”: questo è un modo sicuro per fallire. Scegli la tua strada, poi percorrila ogni giorno, nell’abbondanza e nella mancanza, in buona o cattiva salute e circostanze alterne. Dio ti benedirà per la tua fedeltà, è scritto in proverbi 5:15-22:
“Bevi l'acqua della tua cisterna e l'acqua corrente del tuo pozzo.
Dovrebbero le tue fonti spargersi al di fuori, come ruscelli d'acqua per le strade?Siano per te solo e non per gli estranei insieme a te.
Sia benedetta la tua fonte e rallegrati con la sposa della tua gioventù.
Cerva amabile e gazzella graziosa, le sue mammelle ti soddisfino in ogni tempo, e sii continuamente rapito nel suo amore.
Perché mai, figlio mio, invaghirti di una donna adultera e abbracciare il seno di un'estranea?Poiché le vie dell'uomo stanno davanti agli occhi dell'Eterno, ed egli scruta tutti i suoi sentieri.
L'empio è preso nelle sue stesse iniquità e trattenuto dalle funi del suo peccato.”
COLLABORAZIONE SESSUALE:(1 Cor. 7:3)
L’uomo è fatto di corpo, anima e spirito ed il Signore ha previsto una buona collaborazione in ogni filo della “corda a tre capi” (una interpretazione di Ecclesiaste 4:12). Il corpo è importante quanto tutto il resto, tanto quanto un accordo mentale o un’empatia spirituale. Cos’ l’apostolo Paolo scende nei dettagli per assicurarsi che all’interno di un rapporto matrimoniale l’aspetto fisico non sia trascurato, cosa che può succedere facilmente per stanchezza, superlavoro,stress e, negli ambienti cristiani, per un’enfasi che viene data agli aspetti spirituali piuttosto che sulla necessaria soddisfazione sessuale di una coppia. Il corpo non è mio ma di mia moglie, il suo non è suo ma mio… quindi dobbiamo collaborare insieme per ottenere soddisfazione entrambi. Anche qui il fatto non è tanto che io ottenga soddisfazione, ma piuttosto che io lavori perché il mio compagno o la mia compagna possa ottenerla; se anche la mia metà fa altrettanto il nostro rapporto funzionerà.
COLLABORAZIONE SOCIALE:( 1 Cor 7:4)
Dato che non siamo solo un corpo ma anche un’anima, dobbiamo assisterci l’un altro all’interno della coppia; una bell’esempio può essere il “concetto di cassa toracica”, dove le costole sono poste a protezione. Dobbiamo rispettare il nostro potenziale bilaterale. Ciò significa che il marito non penserà a propri interessi ma anche coltiverà i talenti di sua moglie, troverà terreno fertile per essi, non cercherà di sradicare le sue capacità, piuttosto le darà spazio per poter crescere. Eva fu formata dalla costola di Adamo e questo significa non solo che la donna deve stare vicino al cuore dell’uomo per essere amata (non è ossa del piede per stare sotto lui né ossa del cranio per essergli superiore), ma che è stata messa come “parte della sua protezione più interna”, la cassa toracica, appunto, che protegge gli organi più importanti. Chi ama sua moglie ama sé stesso (Efesini 5:28-29).
Il nostro “potenziale bilaterale” sono i talenti che Dio ci ha dato, la capacità di essere creativi e di fare le cose che altri non potranno fare al posto nostro. Credo che parte del ruolo del marito sia scoprire e sostenere le ambizioni di sua moglie in quanto “buon governante sulla sua casa”, e lo stesso vale per lei. Spesso soffochiamo le nostre ambizioni per amore del partner: è vero che dovremmo trovare la nostra soddisfazione nel rendere felice l’altro, pur mettendo al primo posto il Signore; questa “sensazione soddisfatta” di ciò che siamo e facciamo ci realizza socialmente, sia che lo facciamo per Dio, per i nostri datori di lavoro o per i nostri famigliari.
COLLABORAZIONE SPIRITUALE:( 1 Cor 7:5)
Vediamo dal versetto citato che un matrimonio può somigliare ad un campo minato dal nemico, dove è necessario camminare con grande cura ed esperienza. E’ vero che “la coppia che prega insieme, resta insieme” ma in verità c’è dell’altro. Noi costituiamo una squadra di due, tre, quattro o più persone, se vi sono figli che crescono in un’atmosfera di spiritualità e di libertà di servire e vi saranno di conseguenza degli attacchi che cercheranno di neutralizzare la nostra azione. Questi attacchi vengono a noi tramite “le tre tentazioni di base dell’uomo peccatore” (1 Giovanni 2:16): la concupiscenza della carne (i nostri vari appetiti), la concupiscenza degli occhi (l’immagine che vogliamo mostrare di noi) e l’orgoglio della vita ( il desiderio “di essere come Dio”). Questi tre aspetti nei quali Eva venne sconfitta (Genesi 3:6) sono vinti da e in Gesù nella tentazione del deserto (Matteo 4 :1-11) dove Egli contrasta l’avversario con la Parola di Dio. Tuttavia un matrimonio cristiano sarà duraturo e felice se vi è la volontà di usarlo per Dio… se tu, per primo dai, a te sarà dato! Cosa chiedi al tuo matrimonio? Libertà e indipendenza? Soddisfazione sessuale? Il desiderio di essere qualcuno nella società? Stabilità finanziaria? Voglia di realizzarti? Voglia di essere amato ed apprezzato?
Tutte queste speranze saranno soddisfatte se tu le semini per Dio e per il tuo partner, piuttosto di aspettarti che le offrano a te.
Dio ti benedica mentre continui a costruire.
ANDREA THOMAS
(da "Voci dal deserto" della comunità di Verona-Giugno2004)







