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Regolamento gruppo musica Chiesa Apostolica di Viareggio
Argomenti trattati:
1. Identità e importanza del gruppo di lode e adorazione nella chiesa.
2. Visione del servizio
3. Come entrare a far parte del gruppo di lode e adorazione
4. Abbigliamento
5. Regole comportamentali, orari e tempistica prove
6. Rapporto tra il presidente del culto e la corale: cose da fare e cose da non fare
Ho voluto esporre un regolamento per il nostro gruppo di lode e adorazione, in modo da equiparare, dare quindi una linea alle varie idee e regole pratiche che ci coordinano. Queste naturalmente devono, aiutarci a svolgere il nostro prezioso servizio sempre più, in modo migliore e sereno, esprimendo nello stesso quel bellissimo insegnamento di collaborazione cristiana che abbiamo in (Ro 12: 9-16): “L'amore sia senza ipocrisia. Aborrite il male e attenetevi fermamente al bene. 10 Quanto all'amore fraterno, siate pieni di affetto gli uni per gli altri. Quanto all'onore, fate a gara nel rendervelo reciprocamente. 11 Quanto allo zelo, non siate pigri; siate ferventi nello spirito, servite il Signore; 12 siate allegri nella speranza, pazienti nella tribolazione, perseveranti nella preghiera, 13 provvedendo alle necessità dei santi, esercitando con premura l'ospitalità. 14 Benedite quelli che vi perseguitano. Benedite e non maledite. 15 Rallegratevi con quelli che sono allegri; piangete con quelli che piangono. 16 Abbiate tra di voi un medesimo sentimento. Non aspirate alle cose alte, ma lasciatevi attrarre dalle umili. Non vi stimate saggi da voi stessi.
1) Identità e importanza del gruppo di lode e adorazione nella chiesa. L’identità e l’importanza che il gruppo di lode ricopre, è di almeno due tipi: diaconale e sacerdotale, il primo inteso nel senso pratico e il secondo in quello spirituale. Praticamente parlando il gruppo musica nella chiesa deve svolgere un servizio di supporto alla presidenza del culto, dove con l’utilizzo della musica e del canto appunto, e principalmente sotto la guida dello Spirito Santo, dobbiamo riuscire a portare la comunità, a lodare e ringraziare il Signore di vero cuore (Ef 5:18-19), quindi è una vera e propria diaconia, un servizio importante, dove naturalmente, siamo chiamati ad essere degli esempi sia sul piano morale che spirituale, allo stesso modo di come la Scrittura esorta nella buona condotta i vescovi e i diaconi in (1° Ti 3:1-13) “8 Allo stesso modo i diaconi devono essere dignitosi, non doppi nel parlare, non propensi a troppo vino, non avidi di illeciti guadagni; 9 uomini che custodiscano il mistero della fede in una coscienza pura. 10 Anche questi siano prima provati; poi svolgano il loro servizio se sono irreprensibili.” vi rimando comunque alla lettura e alla meditazione di tutti i versetti suddetti. Alla luce di tutto questo, il nostro culto deve essere spiritualmente preparato allo stesso modo di chi presiede, praticamente non comincia la Domenica stessa, ne un attimo prima, ma anticipatamente di qualche giorno cercando appunto la faccia di Dio per ottenere guida e ispirazione per capire in quale direzione il Signore vorrà guidarci, bisogna quindi arrivare lì pronti come veri adoratori capaci di trascinare il popolo di Dio alla Sua presenza, bisogna avere davanti la figura della lepre, che quando corre nel branco sta sempre davanti a chi la segue di due passi, e così bisogna essere anche noi spiritualmente nei confronti della comunità, praticamente la nostra parola d’ordine è indiscutibilmente ADORARE, se questo sarà il nostro più sincero atteggiamento tutta quanta la comunità non potrà altro che seguirci, non perché adopereremo un linguaggio verbale o gestuale (un po’ a mò di presentatori o di “forzatori” di qualche situazione che noi vorremo creare, nella chiesa del Signore non sono necessari dei “Pippo Baudi”), ma perché lo Spirito Santo insieme al presidente della riunione, ci guiderà e tutto il popolo sarà benedetto e rinfrescato dalla presenza di Dio, che quando appunto avviene, quello è lo stato più bello e più alto che ogni credente possa desiderare: entrare nel Luogo santissimo. Per certi aspetti siamo anche mediatori, quindi sacerdoti per la chiesa, nel senso che c’interponiamo tra Dio e la comunità, dove attraverso una lista di canti ben scelti e ben alternati sia per stile musicale che soprattutto per contenuto, dobbiamo riuscire a guidare la nostra riunione di culto cercando di portarlo sempre più a quello standard e livello spirituale che bene c’illustra l’ apostolo Paolo in 1° Co 14:26 “Che dunque, fratelli? Quando vi riunite, avendo ciascuno di voi un salmo, o un insegnamento, o una rivelazione, o un parlare in altra lingua, o un'interpretazione, si faccia ogni cosa per l'edificazione”. Tutto questo ci porterà, attraverso la diaconia della “musica spirituale”e quello che è stato sopra detto, a vivere e godere veramente della presenza di Dio e della carismaticità dei doni da Lui dati.
2) Visione del servizio Quindi alla luce di tutto, la lode e l’adorazione nella Chiesa hanno sicuramente un posto di primo piano, anche se sappiamo bene, che la parte centrale del culto quindi più importante, è l’insegnamento della Parola, dove appunto attraverso la quale, che deve essere sempre profondamente teologica e cristocentrica, il popolo di Dio viene nutrito, sicuramente sono due momenti diversi ed entrambi importantissimi, dove in maniera simbolica, nella lode e l’adorazione la chiesa offre un sacrificio veramente di odor soave alle narici di Dio, e nello stesso beviamo della sua presenza e benedizione, nella predicazione invece mangiamo il vero pane spirituale che è la Parola, nel primo caso ci si disseta e nel secondo ci si nutrisce, e come avviene nella vita naturale ovviamente, le due cose devono andare strettamente di pari passo, c’è chi asserisce appunto, che una buona lode determina almeno il 50 % della riuscita positiva del culto, e questo è sicuramente un dato opinabile essendo più che altro un fattore soggettivo. Per quanto riguarda la visione, nel senso spirituale che personalmente dobbiamo tenere, come obbiettivo e realtà da vivere, credo che questa debba esserci data, dalla profezia che troviamo nel libro di Amos al capitolo 9:11 e ripresa da Giacomo in Atti 15:16 “Dopo queste cose ritornerò e ricostruirò la tenda di Davide, che è caduta;e restaurerò le sue rovine, e la rimetterò in piedi, 17 affinché il rimanente degli uomini e tutte le nazioni, su cui è invocato il mio nome, cerchino il Signore, dice il Signore che fa queste cose, 18 a lui note fin dall'eternità". E’ chiaro che nel contesto del passo, lo scopo dell’intervento di Giacomo era quello di dimostrare che la salvezza era valida anche per gli stranieri, ma insieme a quel concetto, la profezia ci parla anche della riedificazione della tenda di Davide. Sappiamo bene che l’espressione massima come lode e adorazione e livello di organizzazione del canto e della musica verso il Signore, che sia stata mai raggiunta, è stata realizzata proprio dal famoso monarca d’Israele, sotto il tabernacolo da lui fatto costruire, dove un’ organizzazione possiamo dire ineccepibile, di almeno quattromila sacerdoti leviti che si alternavano, divisi in vari turni, sotto la guida dei tre loro leader musicisti e cantori Asaf, Eman e Iedutun, facevano sì, che la lode sotto il tabernacolo non cessasse mai, era un culto continuo, che meravigliosa realtà, sicuramente è un qualcosa, che a livello di messaggio, ci sta davanti, vivere quindi l’adorazione come un vero e proprio stile di vita continuo e quotidiano e non una volta alla settimana, possiamo vedere questo ancje in senso evangelistico: Dio vuole diffondere la Sua Parola nel mondo quindi tra le nazioni, anche attraverso la lode e l’adorazione, come del resto, sta succedendo in vari luoghi sia in Europa che negli Stati Uniti, in Sud Africa ecc. dove centinaia di persone si convertono con l’aiuto di concerti cristiani seminari sulla lode ecc. Che Dio ci dia grazia di vivere sempre più tutto questo;
3) Come entrare a far parte del gruppo di lode e adorazione Per entrare a far parte del gruppo musica, naturalmente non occorre soltanto desiderarlo, ma bisogna essere in qualche misura competente, quindi avere studiato musica o canto o avere un’infarinatura almeno sufficiente che consenta di eseguire una parte strumentale o vocale che sia, altrimenti non potemmo altro che consigliare al fratello o alla sorella di seguire delle lezioni, poi c’è naturalmente l’aspetto spirituale, ossia chi viene a far parte del gruppo, deve essere certo della chiamata e della vocazione che il Signore gli dà in tal senso, al buon fine di tutto questo la persona viene sottoposta a un periodo di tirocinio dove partecipando regolarmente alle prove settimanali, si verifica appunto in via generale, la sua preparazione in senso tecnico, serietà, puntualità e continuità nel senso pratico. Il periodo di tirocinio è stimato intorno a due mesi, tale periodo può allungarsi o restringersi a seconda dai tempi di apprendimento dimostrati. E’ sottointeso dire, che la persona potrà iniziare il tirocinio dopo decisione presa tra il responsabile e il pastore.
4) Abbigliamento Per quanto riguarda l’abbigliamento da tenere, la morale di fondo naturalmente ci deve essere data dal famoso passo di (1° Pi 3:3-4) 3 “Il vostro ornamento non sia quello esteriore, che consiste nell'intrecciarsi i capelli, nel mettersi addosso gioielli d'oro e nell'indossare belle vesti, 4 ma quello che è intimo e nascosto nel cuore, la purezza incorruttibile di uno spirito dolce e pacifico, che agli occhi di Dio è di gran valore.” Altrove la Scrittura parla di vestirsi “in modo decoroso con pudore e con modestia” (1° Ti 2:9), questo naturalmente non vuol dire che i nostri abiti debbano essere delle tonache monacali talari o quant’altro, ma semplicemente che il nostro vestire non deve attirare l’ attenzione su noi stessi sia per maschi che fammine, entrando un po’ più nel particolare, anche per fronteggiare le varie mode in tal senso scorrette che ci sono in giro e che pur troppo avvolte ne fanno uso anche i credenti, generalmente parlando, naturalmente non sono da accettare: pancini scoperti, spalline scoperte, gonne troppo corte, aderenze varie, pearcing, canottiere, pantaloni attillati ecc ecc., insomma si ritorna alla Scrittura: abbigliamento decoroso e con modestia, e naturalmente per le sorelle devono portare il velo. “Ogni donna che prega o profetizza senza avere il capo coperto fa disonore al suo capo”. “Perciò la donna deve, a causa degli angeli, avere sul capo un segno di autorità”. (1° Co 11: 5-10)
5) Regole comportamentali, orari e tempistica prove L’importanza delle prove è per noi fondamentale, è in quella sede che ci prepariamo, studiamo i nuovi brani, diamo vita alla scaletta per il culto successivo, correggiamo gli errori di quello precedente, insomma è il nostro quartier generale di lavoro, e soprattutto cerchiamo la faccia di Dio, affinché il nostro affiatamento e sensibilità cresca anche sotto il profilo spirituale, non dimentichiamocelo siamo un gruppo di adoratori, abbiamo quindi bisogno di pregare insieme gli uni per gl’altri. Giorno e orario delle prove si cerca di concordarlo tenendo conto delle varie esigenze di tutti, anche se naturalmente tali esigenze non devono motivare dei continui spostamenti, insomma una volta concordato deve essere quello. Il tempo necessario è intorno a due ore, è quindi naturalmente fondamentale per tutti la puntualità, un ritardo esagerato vi escluderebbe dal partecipare alle prove, i cinque dieci minuti possono essere comprensibili, oltre no, le stesse peraltro, sono il mezzo per poi prendere parte al culto domenicale. La Domenica mattina, al fine di mettere appunto i vari volumi acustici, anche qui ovviamente è richiesta la massima puntualità, l’ideale è che tutti siano presenti almeno ¼ d’ora prima dell’inizio del culto, ma assolutamente non potrà partecipare alla corale, chi comunque verrà in ritardo massimo, ossia a culto già iniziato, tutto questo forse potrà sembrare che si voglia creare un clima rigido a mò di caserma, ma molto più naturalmente credo che, appunto siano semplici regole, che costituiscono una buona base dove il gruppo possa lavorare serenamente su un rapporto corretto e rispettoso gl’uni verso gl’altri. Quando non si può venire sia alle prove che al culto domenicale bisogna avvisare motivando l’assenza, il mio n° è 0584/976117, anche un SMS può andare bene ( N°: 320/6334856). Se qualcuno di noi deve essere soggetto alle regole sopraindicate, non deve assolutamente prenderla male, come una sorta di punizione, ma semplicemente essere consapevole che si sta usando, come sopradetto quel bel principio di rispetto e correttezza nei confronti del fratello e della sorella, anche questa è una benedizione e una dimostrazione di umiltà, e in ultima analisi, viviamo in piena serenità quel culto, che sicuramente, il Signore per quell’occasione ci userà in altro modo. Se per qualcuno è necessario un periodo di riposo, questo va sempre concordato prima: es. una, due, tre settimane ecc., nel senso che non si entra e si esce dal gruppo a proprio piacimento. Se si verificano da parte di alcuni/o, situazioni spiacenti come appunto battibecchi o tensioni particolari all’interno del gruppo, per queste sono previste anche delle sospensioni, che saranno decise dal responsabile in accordo col pastore. Concludo questo punto dicendo: so che per tutto questo, avvolte sono necessari dei sacrifici e impegno, ma teniamo sempre presente quello che ci invita a fare la Scrittura in (1° Co 15:58): “Perciò, fratelli miei carissimi, state saldi, incrollabili, sempre abbondanti nell'opera del Signore, sapendo che la vostra fatica non è vana nel Signore.” La ricompensa è del Signore.
6) Rapporto tra il presidente del culto e la corale: cose da fare e cose da non fare Chi presiede naturalmente ha il culto in mano, nel senso che, è sopra lui che Dio da praticamente una grazia particolare per la conduzione e il discernimento generale, il lavoro del gruppo deve produrre, come sopradetto un’assistenza a questo ministerio, si deve creare quindi, a questo fine un buon rapporto di comunicazione, un ottimo affiatamento con il conduttore del gruppo, internazionalmente denominato workshipleader, non sarebbe quindi niente male che chi tiene il culto la Domenica possa venire alle prove infrasettimanali affinché tutti insieme possiamo ricevere guida e ispirazione dal Signore. Ai fini di una migliore preparazione, il gruppo prepara una scaletta, che comunque sia, non deve essere un qualcosa di inderogabile, nel senso che se il presidente di culto a un certo punto si sente di cambiare qualcosa, può essere fatto, naturalmente senza però stravolgere, una cosa sicuramente da non fare è che siano richiesti al coro brani dove non c’è stata assolutamente preparazione, e la chiesa non conosce, si rischierebbe solo di fare delle “gaff” che non edificherebbero nessuno. Questo credo che sia veramente tutto, non resta altro che darvi e darci, un sentito augurio di fare sempre meglio nel campo di Dio e che Lui ci benedica abbondantemente in Cristo Gesù. |
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