|
|
Studio sulla lode e adorazione tratto dal libro di Giobbe Dio infatti parla in un modo o nell’altro, ma l’uomo non ci bada…..così la sua anima si avvicina alla fossa e la sua vita a quelli che danno la morte. Ma se presso di lui vi è un angelo, un interprete, uno solo fra mille, che mostri all’uomo il suo dovere, Dio ha pietà di lui e dice: “Risparmialo dallo scendere nella fossa: ho trovato il riscatto per lui.” Allora la sua carne diventerà più fresca che nella sua fanciullezza ed egli tornerà ai giorni della sua giovinezza. Supplicherà Dio, troverà grazia presso di Lui e potrà contemplare il suo volto con giubilo, perché Dio avrà ristabilito l’uomo nella sua giustizia. Rivolgendosi alla gente dirà:”ho peccato e violato la giustizia, e non mi è giovato a nulla. Dio ha riscattato la mia anima, perché non scendesse nella fossa, e la mia vita può vedere la luce”. Giobbe 33:14; 22-28 Noi vediamo in questo passo dell’Antico Testamento: 1. la condizione di ogni uomo: Dio infatti parla…ma l’uomo non ci bada…. 2. l’amore di Dio verso l’uomo e la mediazione di Dio stesso tramite Gesù: Risparmialo dalla fossa…ho trovato il riscatto per lui. 3. lo stato dell’uomo dopo la salvezza :allora la sua carne diventerà più fresca che nella sua fanciullezza ( ogni cosa vecchia è passata, ecco è divenuta nuova) 4. rapporto personale con Dio, risposta alle preghiere: supplicherà Dio, troverà grazia presso di Lui 5. adorazione vera: potrà contemplare il Suo volto con giubilo perché Dio avrà ristabilito l’uomo nella sua giustizia. 6. testimonianza al mondo tramite il ringraziamento e la lode: rivolgendosi alla gente dirà: ho peccato e violato la legge….. “Egli ha messo nella mia bocca un nuovo cantico a lode del nostro Dio; molti vedranno questo e temeranno, e confideranno nell’Eterno”. Sl.40:3) 7. fede in Dio per il futuro: “…e la mia vita può vedere la luce.” “Ma voi siete una stirpe eletta, un regale sacerdozio,una gente santa,un popolo acquistato per Dio, affinché proclamiate le meraviglie di Colui che vi ha chiamati dalle tenebre alla sua mirabile luce; voi che non eravate un popolo, ma ora siete il popolo di Dio; voi che non avevate ottenuto misericordia, ma ora avete ottenuto misericordia.” 1 Pietro 2:9 La vera lode e la vera adorazione parte da qui: da una consapevolezza di cosa eravamo, di cosa siamo ora e di cosa saremo nel futuro. Senza questa consapevolezza di quello che Dio ha fatto per noi come singoli individui e come chiesa universale, non c’è una vera lode e una vera adorazione. Cosa c’ entra questo con la musica nel culto? Come vediamo dalle scritture, la lode ha una funzione di insegnamento: “ la Parola di Cristo abiti in voi copiosamente, in ogni sapienza, istruendovi ed esortandovi gli uni gli altri con salmi, inni e cantici spirituali, cantando con grazia nei vostri cuori al Signore” ( Col. 3:16)” Qui il versetto tocca due aspetti: quello esteriore, che mette in comunicazione i fratelli: Istruendovi ed esortandovi con…” e questo si può fare solo con la voce , ha carattere di dichiarazione , di istruzione e di incoraggiamento, il secondo aspetto è interiore: “cantando con grazia nei vostri cuori al Signore…” che non vuol dire che dobbiamo cantare in silenzio, ma che la lode deve partire da un atteggiamento interiore, da una predisposizione del cuore. Da tutto ciò si deduce che: il periodo della lode non è un momento trascurabile, usato per radunare la gente prima del culto ma: 1: ha funzione di insegnamento 2. ha funzione di incoraggiamento 3. deve essere attento a quello che “ lo Spirito vuol dire alla chiesa” Qui io distinguo tra Lode e Adorazione, perché il carattere dei due momenti è diverso: La Lode ha a che fare con il “nome” di Dio. Nei popoli antichi, non esisteva la parola: ringraziare”, ma era sostituita da “parlare agli altri del nome di qualcun altro” perché il nome era molto importante: rappresentava l’essenza della persona. I nomi non venivano scelti a caso, ma avevano un grande peso perché rappresentavano il carattere di qualcuno. Ecco perché c’è scritto “innalzare il Suo nome” ed altre frasi simili, perché ciò rappresentava rendere famoso il nome di qualcuno. Ora, nella Parola, Dio si presenta con vari nomi Jehovah Elohim l’Eterno Creatore Jehovah Jereh Il Signore provvederà Jehovah Nissi Il Signore è il mio stendardo Jehovah Rohi il Signore è il mio pastore Jehovah Shalom il Signore nostra pace E tanti altri. Tutti questi nomi sono attributi di Dio, ma sono soprattutto promesse per noi. Ciò vuol dire che chi conduce la lode, deve sapere gli attributi di Dio, per poterli comunicare alla congregazione. Dio ha una risposta per ogni tipo di problema , ma se noi per primi non conosciamo gli attributi di Dio, e quindi le sue promesse per noi, non avremo quel ruolo fondamentale nella lode che è quello di insegnamento delle verità di Dio per la nostra vita. Chi conduce la lode deve conoscere le scritture. Certo, è vero che la predicazione è il momento dell’istruzione, ma è fuori dubbio che la musica cantata, da sempre, ha avuto un ruolo di insegnamento, proprio per la sua capacità mnemonica. La lode è 1. affermazione che Dio è Re e Signore 2. un atto di fede : a volte, lodare Dio è una decisione non un sentimento (Sl.34:1 Sl.42:5-6) 3. è un arma di evangelizzazione ( Sl. 40:3) 4. è uno strumento di battaglia ( 2 Cron. 20:15) Come si vede da qui, la lode ha un carattere esplosivo, dinamico ed entusiasta, ecco perché si identifica di solito la musica vivace con la lode, ma se tutto ciò non parte da un cuore convinto che tutte le Sue promesse hanno un sì ed un amen, allora la musica vivace diventa rumore, squillante cembalo e rame risonante, perché è apparenza senza sostanza. Ora, la lode può essere espressa anche da persone che vedono la presenza di Dio nel creato, ma non ne hanno una piena conoscenza; puoi conoscere Dio come creatore, e lodarlo per le sue opere magnifiche, ma l’adorazione non è possibile se la persona non è un credente. Nell’adorazione, lo spirito dell’uomo comunica con lo Spirito di Dio, quindi bisogna che il nostro spirito sia rinato. L’adorazione è il momento più alto di intimità con Dio, è quando i due spiriti si fondono in un atto di amore, di abbandono. L’adorazione è l’accettazione completa della volontà di Dio ( Abramo ,Davide, Giobbe, Gesù stesso)
L’adorazione è anche un momento in cui noi entriamo nel “riposo di Dio”: mentre la lode è un atto che noi rendiamo a Dio, l’adorazione è come l’incontro tra due innamorati, ed è impostata sulla fusione di due esseri nella completa sincerità, per questo Gesù parlava di “veri adoratori, che adoreranno Dio in spirito ( con il loro spirito rinato) e in verità ( in sincerità di cuore e secondo Gesù, che è la verità: nessuno viene al Padre se non per mezzo di me” ) Compiti di un responsabile musicale Consigli per una buona gestione di un gruppo di lode compiti pratici 1. Indire le prove ed annunciarle in tempo ( in un ambiente come Roma con le sue distanze è consigliabile due volte al mese, alternandosi con le prove del Gospel il lunedì visto che il mercoledì mancherebbe sempre Rosario per impegni di lavoro) 2. Preparare le turnazioni degli strumentisti, cantanti ,mixeristi, diapositive o computer sia per la domenica che per il mercoledì ( in modo che il mercoledì non sia un culto di riserva) 3. Preparare le parole dei pezzi nuovi per le diapositive oppure immettere le nuove parole nel computer nel caso si compri il multimediale per proiettarle. 4. Informarsi sui canti nuovi da insegnare preparando le fotocopie con gli accordi per i musicisti interessati. 5. Insegnare nuovi canti alla congregazione facendo delle fotocopie in attesa di fare le diapositive oppure di immettere le parole nel multimediale 6. Iniziare le prove con un momento ( non tutto il tempo) di riscaldamento vocale 7. Preparare la scaletta, soprattutto la domenica, se il conduttore/ice del momento di lode non la prepara già da sé, oppure accordarsi con lui/lei sui pezzi da eseguire. 8. Fare in modo che la domenica mattina il gruppo sia pronto per suonare e cantare alle 10.00, quindi organizzare in tempo chi metterà le diapositive, chi starà al mixer, che i microfoni siano regolati, cha la tastiera sia collegata ed altri eventuali strumenti, che le scalette dei pezzi siano distribuite a chi servono ( diapositive, musicisti, direzione..) 9 Fare in modo che al mixer ci siano solo persone competenti, non tutta la chiesa, e che la persona di turno per il culto rimanga in postazione tutto il tempo( anche questo è servizio). Creare un gruppo di tecnici, magari facendoli preparare da qualcuno esperto, che si alternino in questo compito. 10. Controllare che la funzionalità delle strutture (aste, microfoni, cavi ecc.) sia in buono stato, altrimenti provvedere a richiedere una sostituzione o attivarsi per chiedere aiuto a chi è competente per comprare/riparare ciò che serve. 11. Provvedere all’insegnamento di un pezzo nuovo minimo ogni due mesi (vedere punti 3,4 e 5) ma massimo uno al mese, la congregazione non ce la fa ad imparare velocemente quanto voi 12. Pensare all’eventuale inserimento di persone nuove nella corale che siano di buona testimonianza e di buona volontà 13. Provvedere che chi è nuovo abbia il materiale per prepararsi e per poter essere quindi inserito. 14. Fare un elenco delle persone del gruppo con i relativi numeri di telefono per comunicazioni eventuali 15. Se non si hanno finanziamenti specifici da parte del fondo della comunità, fare una piccola offerta durante le prove che aiuterà per le piccole spese: fotocopie, telefonate di servizio ecc. Compiti spirituali 1. Dare alle prove un taglio non solo tecnico ma di discepolato ed insegnamento sul significato di: ringraziamento, lode, adorazione ed altri aspetti. Può essere buono avere dei momenti di meditazione portati a turno dagli elementi del gruppo sull’argomento, oppure chiamare occasionalmente qualche servo o serva preparati sull’argomento se non si è ancora pronti a farli personalmente. 2. Vegliare sul buon andamento delle prove: che ci siano gli atteggiamenti giusti di rispetto reciproco, che non ci siano dispute, gelosie o rancori tra gli elementi del gruppo, che tutti stiano bene oppure, se hanno qualche problema, cercare di aiutarli ( non necessariamente impugnare il problema personalmente, ma anche poter suggerire di parlare con qualche servo o serva che sappia consigliarli o con il pastore ) 3. Essere d’esempio nel modo di comportarsi. Voi siete il punto di riferimento del gruppo, se non siete seri, puntuali, affidabili, pacifici ecc. voi non potrete mai pretendere di più da chi vorreste guidare. 4. Iniziare sempre con un momento di preghiera non troppo lungo che chiarisca l’obbiettivo per il quale stiamo lavorando (le prove possono trasformarsi in incontri di intercessione quando veramente c’è questa spinta o necessità, ma le prove sono prove e l’eccezione non deve diventare una regola a discapito della preparazione del gruppo.) 5. Strutturare le prove in modo che non ci siano solo momenti di apprendimento tecnico, ma anche di coinvolgimento spirituale (magari sfruttando proprio quegli incontri di cui si parlava al punto precedente) , avere cioè dei veri e propri momenti di lode e adorazione che aiutino i membri del gruppo ad imparare a comprendere la libertà dello Spirito ( il parlare in lingue, il cantare in lingue, cantare un nuovo canto spontaneo…) ed a sentirsi pronti così a svolgere il loro servizio durante i culti generali con più sicurezza. In questi incontri sarebbe buono poter avere un servo che fa da copertura alla situazione. 6. Impegnarsi a conoscere le scritture e ad approfondire il campo della lode ed adorazione 7. Avere buona sintonia con la leadership della chiesa, soprattutto con il pastore, comunicandogli periodicamente l’andamento del gruppo, le necessità e gli sviluppi. .8. Se ci saranno dei casi disciplinari, non affrontateli da soli, ma consigliatevi con il vostro pastore,che rimane il responsabile delle attività della chiesa. Fiorella Thomas
|
Partners:
|